Come nasce

L’Associazione Alfonso Annunziata è stata costituita li il giorno 21 Novembre 2008. E’ una associazione non lucrativa, di utilità sociale, apolitica, apartitica e aconfessionale che ha come sua specifica finalità quella di svolgere attività di volontariato per il benessere e la dignità dei malati oncologici e delle loro famiglie.

L’Associazione è stata intitolata al Prof. Alfonso Annunziata, Primario Otorinolaringoiatra, colpito da un tumore alla prostata di elevata malignità, il quale ha voluto affrontare la malattia prima e la morte poi convinto che ogni uomo abbia il dritto di conservare la propria dignità.
L’idea di costituire un’associazione che potesse essere d’aiuto al malato oncologico ed alla sua famiglia si è andata maturando nell’intimo del Prof. Alfonso Annunziata, durante i brevi anni della sua malattia nel rapporto quotidiano con i pazienti oncologici non più come medico ma come malato.
Durante la malattia anche alla famiglia si è resa palese l’importanza di aiuti esterni che potessero alleviare la stanchezza psicofisica che assale i familiari non solo nel gestire il paziente ma anche nell’apprendere, con sempre maggiore ansia, le notizie sulla salute del proprio caro. Da questa esperienza comune a tutte le famiglie “oncologiche” alla morte del proprio congiunto la moglie Ambra Arnese e le figlie Daniela, Raffaella e Paola comprendendo che è sempre più impellente il bisogno della nascita di nuovi associazioni per migliorare la qualità della vita dei Sofferenti di tumore e delle loro famiglie hanno costituito un’associazione di volontariato in grado di sostenere e supportare il malato oncologico nella fase avanzata della malattia quando, dimesso da una struttura pubblica o in procinto di ricovero, è completamente affidato alla famiglia. E’ proprio in questa fase, come lo stesso Alfonso Annunziata ha sperimentato nella sua condizione di medico – malato oncologico, che il malato deve essere accompagnato non solo dalle cure mediche, ma soprattutto da quell’amore, quella accortezza e quella disponibilità che si traducono in una attenzione rivolta prima alla persona e poi alla malattia cosi che pur nelle difficoltà e nelle angustie quotidiane sia difesa l’integrità e la dignità della persona.